Camillo Fenili

Camillo Fenili (Bergamo, 11 novembre 1904 – Seriate, 17 marzo 1973) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante.
Era un’ala, utilizzata su entrambe le fasce. Aveva nel passaggio preciso e nella velocità nel saltare l’avversario le sue doti migliori.
A 16 anni non ancora compiuti debutta il 24 ottobre 1920[2] in prima squadra con l’Atalanta, da cui passa alla Juventus; con i bianconeri debutta in Serie A e vince uno scudetto nel 1925-1926, mentre nella successiva stagione non riesce a trovare spazio. Passa quindi alla Lazio e poi al Napoli.
Ingaggiato per far parte della rosa dell’ultimo campionato di Divisione Nazionale, con l’obiettivo di qualificarsi per il successivo primo campionato di Serie A, con i suoi compagni di squadra riesce a raggiungere il traguardo, giocando come titolare 28 partite (durante la quale segnerà 4 reti) sulle 30 della stagione regolare, più lo spareggio di Milano del 23 giugno 1929. L’anno seguente è confermato in squadra per la rosa di quel campionato 1929-1930, nel primo campionato di Serie A della storia, terminato dalla squadra al quinto posto, miglior piazzamento sino ad allora; gioca la prima partita dei partenopei nel nuovo campionato, la sconfitta di Torino del ottobre 1929, una partita in cui, come scrisse Vittorio Pozzo nel suo resoconto su “La Stampa”, tutta la squadra partenopea, dopo quella partita, non poteva più essere sottovalutata. A fine stagione le sue presenze sono 23, con una rete segnata, suo ultimo anno da titolare in Campania.

10 novembre 1929 – In un Roma-Napoli giocato in un clima intimidatorio, un suo tiro che sfonda la rete non viene convalidato dall’arbitro. Uno dei primi gol fantasma della storia.

L’anno successivo giocherà infatti solo nella vittoria casalinga contro il Livorno del 26 ottobre 1930, gara in cui gli azzurri s’imposero sui toscani per 2-0. Torna nella stagione 1931-32 alla Juventus, che alla fine del campionato sarà per la quarta volta nella sua storia Campione d’Italia e semifinalista di Coppa dell’Europa Centrale, senza che lui abbia giocato in campionato. Durante questa stagione effettua inoltre il servizio militare a Torino.

Il 5 luglio 1932 il Littoriale riferisce della sua cessione al Taranto: ma la stagione successiva in realtà giocherà nel Cosenza.

Passa quindi al Cosenza, dove raggiunge gli compagni di squadra al Napoli De Martino e Biagio Zoccola.
Conclude la carriera con un’ultima stagione all’Atalanta, prima di partire militare per la Guerra d’Etiopia

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