Maurizio Sarri

Maurizio Sarri

Maurizio Sarri

Maurizio Sarri nasce il 10 gennaio del 1959 a Napoli, figlio di operai toscani, che lavoravano all’Italsider di Bagnoli, un quartiere della città campana. È cresciuto a Figline Valdarno, in provincia di Firenze. Sarri si divise in gioventù fra il ruolo di calciatore dilettante e quello di dirigente di banca. Per anni ha fatto l’allenatore part time, lavorando la mattina in banca ed allenando il pomeriggio. Successivamente, ha lasciato il lavoro di bancario per intraprendere la carriera di allenatore.

Maurizio Sarri si laurea presso il Centro Tecnico di Coverciano nel 2006 con la tesi “La preparazione settimanale della partita”.

Egli schiera le sue squadre con la difesa a 4 e predilige principalmente il modulo 4-3-1-2, con il quale ha fatto le fortune dell’Empoli, ma in passato ha praticato anche altri moduli molto simili, come il 4-2-3-1.

Iniziò ad allenare nella provincia toscana, ottenendo i primi risultati positivi sia alla guida della Faellese, con la quale arrivò fino agli spareggi per la promozione in Prima Categoria, che alla guida di Cavriglia e Antella, entrambe portate in Eccellenza. Nel 2000 fu assunto dalla Sansovino, che in tre stagioni guidò dall’Eccellenza alla Serie C2, vincendo sia i playoff che la Coppa Italia Serie D nellastagione 2002-2003. Fu proprio a Monte San Savino che Sarri si guadagnò il soprannome di “mister 33” (storpiato erroneamente nel corso degli anni in “mister 33 schemi”). In un suo articolo il giornalista Fabrizio Ferrari, gli affibbiò questo nomignolo, per evidenziare che questo allenatore, dal lavoro puntiglioso e certosino nelle varie fasi di gioco (possesso, non possesso e transizione), si distingueva per la peculiarità con cui lavorava sulle “palle inattive” (rimesse laterali, calci di punizione indiretti e corner). Il 33 non rappresentava il numero esatto degli schemi, ma un numero facile da ricordare, che evidenziava la numerosa quantità di schemi rispetto ad altri colleghi. Il tecnico di Vaggio stava ottenendo risultati sorprendenti in serie D, ma non poteva accedere al corso per allenare in Serie C2, non avendo un passato da calciatore professionista. Nel giro di pochi mesi tutti i quotidiani sportivi nazionali scrissero di lui e nell’estate del 2003, in seguito alla vittoria della Coppa Italia Serie D gli fu concessa una deroga per allenare in Serie C2, tanto che il presidente della Sangiovannese, Arduino Casprini, che non aveva potuto tesserarlo l’anno prima (a causa di quel problema burocratico), lo prese subito alla guida della squadra valdarnese.

Casprini non si sbagliava: con Sarri ottenne la promozione in C1 nel 2003-2004 e l’ottavo posto nel successivo campionato di terza serie. Il 18 giugno 2005 si dimette. Il 9 luglio firmò con il Pescara ed esordì in Serie B, traghettando all’undicesimo posto, con conseguente salvezza. Il 30 giugno 2006 si dimette. Il 31 ottobre passò all’Arezzo dopo l’esonero di Antonio Conte (l’ex juventino nelle prime 9 giornate aveva conquistato 5 punti, senza vincere una sola volta). In Coppa Italia l’Arezzo guidato dal tecnico di Vaggio, raggiunse i quarti di finale, eliminando il Livorno che militava in Serie A, ma soprattutto giocando alla pari con il Milan che nel giro di qualche mese avrebbe vinto la Champions League. Contro i rossoneri riuscì a vincere 1-0 nella gara di ritorno giocata ad Arezzo, sfiorando addirittura i tempi supplementari (traversa di Goretti nei minuti finali). In quella stagione fu l’unico allenatore a ottenere punti sui campi delle blasonate Juventus (2-2) e Napoli (2-2). Il 13 marzo 2007 viene esonerato dopo aver raccolto 19 punti in 18 partite.

Il 18 luglio ebbe una brevissima esperienza con l’Avellino. Infatti si dimise il 23 agosto, dopo la gara di Coppa Italia persa con l’Ascoli 0-2, senza cominciare il campionato di Serie B, ritenendo di non poter lavorare in quella che veniva da lui descritta come un situazione priva di programmazione e organizzazione. Alla fine di quella stagione infatti l’Avellino retrocesse. Il 31 dicembre subentrò a Davide Pellegrini sulla panchina dell’Hellas Verona in Lega Pro Prima Divisione con un contratto triennale. Il 28 febbraio 2008 venne esonerato dopo sei partite, anche perché il Ds Giovanni Gallinon riuscì a portare dal mercato di gennaio il bomber necessario per migliorare la situazione deficitaria dell’attacco.

Il 23 agosto subentrò all’esonerato Giovanni Pagliari alla guida del Perugia in Prima Divisione e fu sollevato dall’incarico il 15 febbraio 2009 dopo una sconfitta rimediata contro il Gallipoli. Il 24 marzo 2010 sostituì l’esonerato Gustinetti al Grosseto nelle ultime 11 giornate di campionato, dovendo fare a meno del bomber Mauricio Pinilla infortunatosi dopo un paio di partite.

Il 6 luglio 2010 viene ingaggiato dall’Alessandria, in Prima Divisione, voluto dal presidente con cui aveva lavorato alla Sansovino anni prima. A fine stagione la squadra giunta terza venne eliminata nella semifinale di ritorno di playoff per la serie B dalla Salernitana. Il 24 giugno 2011 si dimette, il 7 luglio firma con il Sorrento per il campionato 2011-2012.[26] Il 14 dicembre viene esonerato con la squadra sesta in classifica, sostituito da Gennaro Ruotolo.

Il 25 giugno 2012 firma un contratto annuale con l’Empoli. In avvio di campionato i risultati stentano ad arrivare e dopo 9 giornate si ritrova in ultima posizione con solo 4 punti totalizzati. Nonostante ciò la società rinnova la fiducia all’allenatore che alla fine del campionato porta la squadra toscana fino al quarto posto. Qualificatosi per i playoff, perde la finale per l’accesso in Serie A con il Livorno, dopo aver sconfitto il Novara in semifinale. Il 13 giugno 2013 rinnova per due stagioni il contratto con la società toscana.
Nella stagione 2013-2014 l’Empoli finisce al secondo posto, ed è quindi promosso in Serie A.
Nella stagione 2014-2015 esordisce con gli azzurri nella massima serie conquistando la salvezza con 4 giornate di anticipo. Conclude il torneo al 15° posto ottenendo 42 punti frutto di 8 vittorie, 18 pareggi e 12 sconfitte. Il suo gioco corto e spumeggiante strega tutti: il suo Empoli è la rivelazione del campionato. Il 4 dicembre 2015 Andrea Scanzi lo intervista per il Fatto Quotidiano. Racconta: “Mi piace andare per biblioteche, annusare la carta, guardare le quarte di copertina. La musica non riesco ad amarla, ma senza libri non saprei stare”. Il 4 maggio 2015 rilascia un’intervista a Repubblica nella quale rivela che da bambino tifava per il Napoli. Nel frattempo il 19 maggio 2015 l’ex capitano della squadra toscana Ighli Vannucchi gli consegna il premio “Leone d’Argento”. Il 4 giugno seguente decide di dimettersi, nonostante avesse altri due anni di contratto col club toscano. La voce che abbia un accordo con il Napoli gira con insistenza. Il 6 giugno il Napoli annuncia che Sarri è stato scelto come prossimo allenatore. Ma la definizione dell’accordo slitta. L’11 giugno seguente negli uffici della Filmauro firma il contratto che lo lega al Napoli per un anno con opzione per il secondo e un ingaggio da 900.000 euro più alcuni bonus, tra i quali il raggiungimento della Champions League, per un totale di circa 1,4 milioni di euro. Il 13 giugno visita il centro di Castel Volturno, più volte definito inadeguato da Benitez. Il Napoli, via Twitter, riferisce la seguente dichiarazione dell’allenatore: “Abbiamo trovato un centro sportivo ampiamente attrezzato per le nostre esigenze”.

6 luglio 2015 – Primo giorno di lavoro a Castel Volturno.
15 luglio 2015 – In conferenza stampa, a mercato ancora aperto, lancia messaggi a Higuain: “Non ci siamo sentiti, non mi piace chiamare i calciatori in vacanza. Aspetto con impazienza di conoscerlo. Ha giocato la Coppa America e deve riposare, ma se venisse anche un minuto prima del previsto io sarei contento”. E ancora: “Sto provando Insigne trequartista, è un ruolo che gli piace”.
16 luglio 2015 – I suoi allenamenti del Napoli, come già faceva ad Empoli, vengono ripresi dall’alto da un drone.

14 luglio 2018 – Si chiude la storia fra il Napoli e Maurizio Sarri. “Ringraziamo Maurizio Sarri per il lavoro svolto negli ultimi tre anni. Un lavoro che ha permesso una crescita e una valorizzazione dei giocatori del Napoli confermandoli come top players e realizzando una qualità di gioco apprezzata in tutto il mondo”. Così il Napoli saluta Maurizio Sarri con una nota sul proprio sito internet dopo l’annuncio dell’approdo al Chelsea del tecnico toscano. “Auguriamo a Maurizio di trovare, ovunque lui andrà, quel calore, stima e considerazione che tutti noi e la dea Partenope non gli hanno mai negato. In bocca al lupo Maurizio”, conclude il club del presidente De Laurentiis.

18 luglio 2018 – Conferenza stampa di presentazione di Maurizio Sarri come allenatore del Chelsea. “Ho un ricordo stupendo di Napoli, la amo e amo la tifoseria in modo viscerale, e l’amerò sempre. De Laurentiis? Ci sono stati errori da entrambe le parti. Il presidente potrebbe aver compreso male alcuni miei silenzi, però i silenzi erano frutto di un momento di incertezza. Pensavo fosse arrivato il momento di lasciare ma con il cuore straziato dall’idea. Penso che nei prossimi anni tutto sarà superato”.

23 luglio 2018 – Da Perth dove si trova con il Chelsea, dice: “Volevo smantellare il Napoli? Non
voglio più rispondere a De Laurentiis”.  Maurizio Sarri preferisce non rispondere al suo ex presidente al Napoli, Aurelio De Laurentiis, che lo ha accusato di voler smantellare il club azzurro portando i giocatori migliori a Stamford Bridge. “Penso che i giocatori del Chelsea siano fortissimi e devo ringraziare quelli del Napoli, perché se sono qui forse è grazie a loro. Sono felice con i calciatori che abbiamo”.

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